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Evento: 'CASA LUZZI VIVE!!'

Mostre Fotografiche
Mostre Fotografiche in Italia
Data: Sabato, 26, Aprile, 2008 Ore 07:30
Durata: 20 Giorni
Info Contatto:
Mostra fotografica di Giulio Di Meo 26 aprile/12 maggio @CIRCOLO ARCI "IL PUNTO G" GENOVA - Via al Ponte Calvi (P.zza Fossatello)
URL:

Dopo anni di abbandono, oggi l’ex sanatorio offre un
alloggio e una speranza a 350 famiglie. Ma sono in
agguato sgomberi e speculazioni.

Svoltando a sinistra verso Monte Morello, si passa prima il Banti e 50 metri dopo sulla sinistra si trova il Luzzi. Ex sanatori,entrambi lasciati da anni in abbandono, ritenuti a ragion veduta capolavori dell’architettura sanitaria del Novecento, immersi nel verde, dominano Firenze. Al Luzzi vivono insieme, una piccola minoranza di italiani, circa una decina e ad una svariata maggioranza di etnie diverse: dai marocchini, ai rumeni, dagli eritrei agli etiopi. Il Luzzi da qualche tempo è diventato una tipica “patata bollente”. L’immobile è di proprietà dell’Azienda Sanitaria Fiorentina (ASL 10) che, per anni, ha lasciato la struttura in stato di completo abbandono. Nel giugno 2005, l’ASL decide di mettere all’asta, ad un prezzo ridicolo, 17 milioni di euro, i due ex sanatori; l’asta andò deserta probabilmente per provocare un ulteriore abbassamento dei costi. Oggi il Luzzi è soprattutto la storia di un’occupazione. Da un anno circa, il Movimento di Lotta per la Casa, insieme a numerose famiglie di immigrati, ha occupato lo stabile. E questa è davvero una bella storia da raccontare perché a me ha riempito il cuore di gioia. Il Luzzi è bello con tutti i bambini che giocano liberi e felici. Ed è bello guardare negli occhi questi uomini e donne così diversi tra loro per nazionalità che convivono insieme pur nelle mille difficoltà. Stefania, sei figli piccoli, è pronta ad aprirti casa per offrirti un buon caffè. È rumena. Vive al Luzzi insieme al marito, muratore. I figli girano per la casa fatta da due misere stanze. La più piccola delle bimbe la tiene ancora attaccata al seno. Così come sorride lo “zio”, marocchino, a Firenze da diversi anni, ex tossicodipendente, operatore sociale,oggi venditore ambulante al mercatino etnico. Da dieci giorni è riuscito a portare al Luzzi la sua compagna bulgara: una ragazza giovanissima, già madre di due figli rimasti in Bulgaria, venduta dall’ex marito come prostituta e così arrivata in Italia. I due si sono conosciuti in una casa famiglia. Situazioni di sofferenza enorme. Il Luzzi per loro rappresenta una possibilità concreta per vivere insieme e realizzare il loro sogno: quello di sposarsi. Questo è oggi il Luzzi: un tetto per 350 persone, tra queste circa 90 bambini. Un uso pubblico e sociale dell’immobile che gli occupanti, e con loro tanti altri cittadini che hanno aderito ai diversi appelli contro lo sgombero, chiedono a gran voce venga mantenuto. Ma i rapporti con le amministrazioni competenti sono ancora molto conflittuali. “Secondo il sindaco di Sesto, i bambini del Luzzi non potevano essere accolti nelle scuole del suo comune per le poche risorse a disposizione. Poi, evidentemente, si è accorto della gaffe, lui non può rifiutarsi di accoglierli. E stiamo parlando di un sindaco di sinistra! Il Prefetto di Firenze, ha garantito che non ci sarà nessuno sgombero fino a che non saranno trovate soluzioni abitative per le famiglie e i bambini. Un’occupazione che ha destato non poche polemiche e preoccupazioni ma anche interesse, curiosità e solidarietà. Oggi il Luzzi costituisce davvero una risposta concreta ai tanti problemi soprattutto abitativi di uomini, donne e bambini. E’ così che, al Luzzi sono tornata, più e più volte. Non da sola però ma con il fotografo Giulio De Meo, colpito dalla particolarità e dall’umanità del posto. Dall’incontro tra volti e obiettivo, è nata l’idea di allestire questa mostra fotografica e di inaugurarla proprio al Luzzi. Una mostra che vuole essere prima di tutto l’occasione per i tanti che questa realtà non conoscono, di poterla incontrare e conoscere davvero, è il caso di dirlo, con occhi diversi. Questo lavoro è stato reso possibile grazie alla collaborazione del giornale l’Altracittà, della Comunità di Base delle Piagge e del Movimento di Lotta per la Casa Per noi è stata soprattutto una bella occasione di incontro e di collaborazione tra soggetti che, pur diversamente, vivono le realtà di base di questa città e da sempre lottano al fianco di quanti il nostro sistema di vivere taglia fuori da i più elementari diritti di cittadinanza. La mostra è un omaggio a Casa Luzzi, una piccola testimonianza del fatto che è solo a partire dalla solidarietà e dalla comprensione del mondo diverso dell’altro che si possono costruire alternative serie e concrete a questo sistema di vivere.

Per info: www.giuliodimeo.it info@giuliodimeo.it




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